SOCIETÀ

La Pace non è 
impossibile

Martedì 2 Settembre - 2025

Maoz e Aziz rispettivamente israeliano e palestinese sono due imprenditori del turismo, e nonostante lo scenario politico attuale, grandi amici e sognatori.Hanno sperimentato la guerra sulla loro pelle, il dolore di perdere delle persone care, (Maoz entrambi i genitori - Aziz 10 anni prima il fratello 19 enne) ​​facendo di tali drammaticità l'oggetto di rinascita di chiarificazione, di volontà di riprendere in mano le loro vite costruendo e alimentando il desiderio di pace. Aziz racconta le ingiustizie contro i palestinesi ben prima di quel 7 ottobre 2023, ingiustizie che si avvertono a Gerusalemme Cis-Giordania Gaza. ​"È meglio dare amore ed empatia che continuare a commettere lo stesso errore di rabbia e violenza sul prossimo". 

I due si sentono tramite telefono, Aziz trasmette la sua solidarietà e presenza a Maoz, che risponde nonostante il grave lutto lo avesse colpito, dicendogli che: " il 7 ottobre ho perso i genitori, ma ho guadagnato un fratello". Il pensiero e la volontà congiunta dei due, apre quel viatico a quella speranza di ricerca del bene comune, all'esiliarsi dalla vendetta e dal rancore, ​ad ascoltare il proprio cuore, creando una nuova dimensione di dialogo, di ascolto, di risposta a un secolo di guerre, che hanno determinato lotte intestine, senza una reale motivazione, derivanti dal levore di un polipo sull'altro, senza un domani.

Maoz racconta il suo sogno, nel quale le lacrime versate, che identificano il pentimento, l'ascolto, il perdono, cadono sui corpi feriti e doloranti delle persone guarendole e donando nuova linfa vitale per un mondo diverso, un mondo che si apra a chi è sofferente e oppresso, rievocando il passo della bibbia (Mt 11,28-30) dove Gesù pronuncia parole di conforto per chi è affaticato «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».

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