SOCIETÀ

Abbiamo sognato 
con Gigi Riva

Martedì 28 Luglio - 2026

Questa prima serata ha l'emozione in bocca, ha il ricordo ancora vivo e presente di un uomo, uno sportivo, un padre, che vorremmo ancora sognare, ritrovare. Un sogno anche per chi non ha vissuto in quel tempo, ma ne ha ereditato la memoria. "Abbiamo sognato con Gigi Riva". Gigi Riva appartiene ai sogni più belli, che la Sardegna ha vissuto. Il primo luglio 1963, Riva arriva in Sardegna con un costo pari a 37.000.000 milioni di lire.Rappresenta un modo di essere, uno stile, un modo di approcciarsi alla realtà e di amarla. Quando nacque il figlio Nicola, è il 12 Luglio 1976, Gigi riva lascia il calcio.

Nicola racconta il padre, con la commozione di un figlio, che ne sente ancora forte la presenza e il ricordo, quel ricordo che viene sviscerato e denotato dal suo raccontare l'uomo, il genitore "Gigi", dal suo narrare il dietro le quinte una persona, che non fa trasparire emozioni, ma che le rende tangibili a chi lo incontra. Il mito di Gigi Riva, pone forte anche il duplice aspetto, che per un figlio aveva la sua figura, sia quella di padre che di professionista, non semplici da conciliare o a volta da accettare, ma che Gigi, sapeva plasmare e donare in famiglia. Il regista di Rombo di Tuono, Milani nella scelta di dover raccontare un personaggio, scelse Gigi Riva per la molteplicità di caratteristiche interiori ed esteriori che lo rendevano unico come persona, con un animo puro, schietto, riservato, ma soprattutto carismatico.

Il rapporto con la Sardegna e i sardi, è stato inizialmente guardingo, ma poi, con naturalezza, si è trasformato nel più bel connubio tra un popolo e il suo idolo, che ricercava la semplicità, quella semplicità delle persone, quel calore sardo che è insito nel proprio dna e che Riva amava e ricercava nella sua quotidianità. Lo spirito di devozione e gratitudine, si avverte in questa serata, nel ricordo di un uomo, che che ha lasciato in eredità un'idea di progetto, di volontà di grandezza, che richiederebbe la stessa volontà e concretezza nell'attualizzarlo, non solo in campo calcistico, ma in ogni disciplina sia in ambito sportivo, che sociale, piuttosto che istituzionale o scientifico.

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