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Gigi Riva appartiene ai sogni più belli che la Sardegna ha vissuto. Nicola racconta il padre con la commozione di un figlio che ne sente ancora forte la presenza e il ricordo, quel ricordo che viene sviscerato e denotato dal suo raccontare l'uomo, il genitore "Gigi", dal suo narrare il dietro le quinte di una persona che non faceva trasparire emozioni, ma che le rendeva tangibili a chi lo incontrava. Il mito di Gigi Riva pone forte anche il duplice aspetto che per un figlio aveva la sua figura, sia quella di padre che di professionista, non semplici da conciliare o a volte da accettare, ma che Gigi sapeva plasmare e donare in famiglia.
Il rapporto con la Sardegna e i sardi è stato inizialmente guardingo, ma con naturalezza si è trasformato nel più bel connubio tra un popolo e il suo idolo, che ricercava la semplicità, quella semplicità delle persone, quel calore sardo che è insito nel DNA e che Riva amava e ricercava nella sua quotidianità.
Lo spirito di devozione e gratitudine si avverte in questa serata, nel ricordo di un uomo che ha lasciato in eredità un'idea di progetto, di volontà di grandezza, che richiederebbe la stessa volontà e concretezza nell'attualizzarlo non solo in campo calcistico, ma in ogni disciplina sia in ambito sportivo, che sociale, piuttosto che istituzionale o scientifico.