CULTURA

Incontro D'autore 
Dargen D'Amico

Domenica 24 Agosto - 2025

Protagonista della musica italiana oggi, con un forte senso e rispetto della propria interiorità, profondo e riflessivo, con una deferenza della vita e delle situazioni del vissuto, attento e meticoloso nello scindere palcoscenico e vita privata, si presenta al pubblico dell'Area Fraterna de La Caletta in dialogo con Mons. Antonello Mura. L'uomo e l'artista, Dargen e Jacopo, due facce della stessa medaglia ma ben distinte, palcoscenico e vita privata ruoli differenti ma controllati meticolosamente dall'uomo, che ama esser cosciente sempre e comunque del suo io più profondo, senza che questo infici la natura dell'artista e viceversa. ​Un dualismo in equilibrio sottile, che si trova ad interrogarsi sul reale stato delle cose e a custodire quella autenticità, che spesso viene alienata dal successo, dalla fama, dal denaro convertendola solo in business materialistico, produttivo, ma "freddo",

che estromette (parafrasando Platone e il mito della "Biga Alata", dove l'auriga (ragione) cerca di guidare due cavalli, uno bianco (irascibile) e uno nero (concupiscibile), l'Anima Irascibile ovverosia la volontà, la genuinità e la gestione delle emozioni. ​Personaggio comunicativo, che ama fare analisi sul come, in che modo portare questo suo comunicare sul palco, diversificandosi da ciò che oggi i social pongono come stereotipato, valorizzando maggiormente l'aspetto intrinseco, genuino, naturale dell'ascolto delle emozioni. 

Questa sua continua ricerca e scrupolosità nell' analisi comunicativa, denota un rapporto quasi conflittuale con se stesso col suo ego, non demonizzante della persona, ma in totale ascolto, in cammino verso un auspicio di equilibrio tra il suo mondo interiore e quello esterno, attuale, rumoroso, ove il riverbero del proprio ego mite, pacato, sensibile, cerca un punto di congiunzione, ricreando un suo spazio in cui la propria sensibilità venga accolta con naturalezza.​Da qui si diparte anche il concetto di solitudine, che Dargen D'amico annovera come necessario e naturale nel suo modo di essere e dell'essere umano. Un richiamo alla riflessione, al ritrovarsi, ad ascoltarsi a comprendere maggiormente come siamo realmente, anche in virtù di situazioni create o ricreate, che assolvono il ruolo di introspezione e di rigenerazione del nostro io più profondo.

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