CULTURA
Incontro D'autore di questa serata Alessandro Preziosi. Artista poliedrico, la cui versatilità ne esalta le proprie capacità di uomo e di frontman. Recitazione, canto e musica costituiscono le sue peculiarità, che sottendono l'artista esaltandone i suoi pregi. L'argomento è dettato dal tema di quest'anno che è la speranza, che raccoglie quasi in simultaneità il progetto sul quale lavora Preziosi ovverosia "l'attraversare il dolore di una perdita attraverso il perdono". Perdono che nella fede cristiana, è il sacramento della riconciliazione, della capacità di donare incondizionatamente e quindi un atto di carità e misericordia legata in un certo qual modo alla speranza di redimersi.
Preziosi si apre ad un'analisi di se stesso, del suo percorso di attore ma ancor prima di uomo, che, con una laurea in giurisprudenza, decide che la sua vita, la sua carriera, sarà indirizzata verso quell'universo artistico-teatrale di non semplice percorrenza, ma che creava l'incipit verso quei valori di indipendenza e crescita umana e professionale, che ne determinavano le sue scelte, ricalcandone quel desidero di riuscita e ottenimento di autonomia che ne caratterizzava le sue aspettative. Tra le sue interpretazioni cinematografiche in vari ruoli spesso impegnativi e articolati per le trame e i temi affrontati, Preziosi cita quello nel quale ha dovuto impersonare Don Giuseppe Diana.
Presbitero di Casal di Principe e parroco della Parrocchia di San Nicola di Bari, nella provincia di Caserta, che nel 1989, gli anni difficili della camorra e col dominio assoluto del Clan dei Casalesi, si trova ad aiutare le persone nei momenti di particolare necessità e questo suo compito ministeriale e di totale donazione verso il prossimo, lo porta ad esser assassinato il 19 marzo 1994 mentre si accinge a celebrare la messa. Esperienza importante e significativa con un impressione emotiva molto intensa, in cui il senso del sacrificio "<<mi incute timore>>" racconta Preziosi, che scava dentro la sua persona interrogandosi se e come questo senso del sacrificio possa in lui esser così naturale come colui che non l'ha disatteso a costo della propria vita. Preziosi delinea un suo concetto personale sulla speranza, identificandola come misteriosa e mutevole oltre che mobile ed in continua evoluzione. Quindi non attendista, al che il fine venga raggiunto, ma vibrante, ove le condizioni mutevoli del quotidiano, ne determinano un cambiamento continuo sui traguardi che in qualche modo, la rende sfuggevole ma sempre presente e proattiva. Declinando sé stesso, Preziosi racconta di un uomo che è incline all'umanità, all'incontro con le persone, alimentando questa necessità di dialogo e comprensione, che alberga nell'animo di ogni persona, al fine di renderla interlocutrice e allo stesso tempo divulgatrice di quel io interiore che spesso viene celato, nascosto quasi protetto e che ad un certo punto della vita, della propria esistenza terrena, deve esser svelato, non più taciuto, perché esprime l'integrità stessa, il vero volto di se stessi, che si apre con naturalezza e senza remore alla vita.
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