MUSICA

Incontro d'Autore 
Omar Pedrini

Venerdì 21 Agosto - 2026

Il percorso di Omar Pedrini è variegato e ricco di episodi, anche importanti. Un percorso di vita nel quale la musica è ed è stata il supporto, il rifugio, anche quando la fatica talvolta si è presentata in maniera decisa e lo ha portato a riflettere su quale fosse il senso della vita. Anche in questi momenti, o forse in virtù di tali situazioni, la volontà di sognare, di volersi aggrappare ad un desiderio interiore, che non è solo un'idea, ma una vera e propria ricerca del valore della vita al quale siamo ancorati, predomina e si impone con una forza dirompente, che ci invita a reagire per riprendere quel cammino già tracciato. Nella sua carriera ultra trentennale, racconta di aver avuto 3/4 soprannomi che lo hanno segnato, tra le quali quello di "Zio Rock" che nasce perché uno dei figli dei suoi vecchi fans quelli che negli anni 90 avevano 20 gli chiese chi fosse e lui rispose "chiamami zio, Zio Rock". Da quel momento questo appellativo gli rimase e fu un appellativo che lo fregiò come uno dei primi cantautori che portò il rock in lingua italiana.

Tra la fine degli anni '60 e i primi anni '70, le celebrazioni delle messe solitamente erano in latino, e il piccolo Omar, che già suonava la chitarra, fu chiamato a suonare in chiesa dal suo sacerdote. Si cantavano le canzoni di Claudio Chieffo e i vari brani appartenenti al repertorio ecclesiastico e nacque in quel periodo la consuetudine delle "messe beat". Tutto ciò poi venne riversato in un film, "Un Aldo qualunque", dove Pedrini interpreta la figura di un presbitero, peraltro primo film che vede attori come Fabio De Luigi, Neri Marcorè e Giuseppe Battiston. La nascita del gruppo musicale Timoria (il gruppo, originariamente chiamato Sigma Six) avvenne in concomitanza con un anno ripetuto a scuola, quello del quarto ginnasio, che è stato determinante per trovare quel gruppo di persone che poi ha costituito la band. 

Lavezzi ​La parola deriva dal greco antico (significa punizione, castigo, vendetta o rivalsa). Nella piccola band che muoveva i primi passi suonando a scuola, si cercava un nome da utilizzare come gruppo, e in una versione di greco venne fuori la parola Timoria, che rappresentava la vendetta per gli antichi greci quando l'uomo peccava di tracotanza, di presunzione. Quindi un invito a essere umili, altrimenti gli dei punivano con la Timoria.
Il percorso dei Timoria è stato lungo e pieno di successi. Omar ha vissuto delle esperienze dal punto di vista professionale anche significative: ha lavorato per la Rai, ha insegnato all'Università Cattolica per 15 anni scrittura e composizione di canzoni.A un certo punto della sua vita, un problema cardiaco lo pone davanti a un bivio e il chirurgo che effettuò l'intervento, poi diventato suo suocero, gli consigliò di fermarsi.

Una scelta sicuramente difficile, perché l'idea di abbandonare la musica non era plausibile per una serie di motivazioni che Pedrini riferisce: come quella forza che gli veniva trasmessa dal pubblico, il sentirsi parte di loro.
La musica in questo frangente lo ha sempre protetto dai suoi problemi. Si configura come luogo sicuro di rifugio. Il suo percorso di sofferenza gli offre tanti spunti di riflessione e gli permette di discernere ciò che è superfluo da ciò che conta in maniera ferma. La sua felicità nell'essere riuscito a oltrepassare tali e varie situazioni gli ha permesso di sentirsi più ricco e questa gioia che da questa sofferenza trapela nelle sue canzoni viene apprezzata dalle persone che ancora lo ascoltano. 

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