MUSICA
Urgu esordisce con un pensiero per il paese di Galtellì, di cui è presente una discreta rappresentanza in questa serata, citandone il castello che da sempre lo ha colpito e di cui tiene in serbo il ricordo. La sua carriera prende il via con il Circo Zanfretta, a Oristano, dove Urgu si propone come cantante e la sua richiesta viene non solo esaudita, ma anche estesa ad altre piazze di spettacolo. La sua ironia, che ancora all'età di 87 anni conserva, l'ha ereditata dalla madre, signora sempre allegra e canterina: era solita accompagnare ogni saluto che riceveva con un brano in risposta allo stesso. I suoi personaggi vengono presi da situazioni di vita reale vissuta, grande palcoscenico a cielo aperto e ricco di ispirazioni lungimiranti. Personaggio umile, diretto, con un grande cuore, che non ama apparire, ma la cui discrezione arriva dove spesso c'è necessità.
Demuro manifesta tutto l'orgoglio di aver realizzato il sogno: quello di poter cantare, quello di farlo con la forza della sua terra, la Sardegna, e della sua gente. La scelta di abbandonare il canto sardo per la vocazione lirica nasce dentro di sé in maniera naturale, e questo suo celebrarsi in maniera propositiva, continuando a costruire quel suo grande progetto di crescita, lo porta nei palcoscenici più rappresentativi del mondo: dal Metropolitan di New York al Teatro alla Scala di Milano, a Parigi e a Londra. Questo suo incedere non è senza oneri: in effetti la scelta di perseguire questo suo progetto lo porta anche a delle rinunce, come la distanza dalla famiglia e dalla terra natia, che lasciano quel velo di malinconia e di tristezza, ma il fine giustifica sempre i mezzi.
Un pensiero va alla madre, sempre presente, sempre attenta alle esigenze del figlio, proattiva e propositiva nel guidarlo agli esordi, che Demuro ringrazia e di cui elogia l'amore. Cita alcuni modelli rappresentativi a cui lo stesso Demuro si ispira, come Gigli e Pavarotti, non solo vocalmente ma anche nell'interpretazione del brano, nella preparazione e nell'esecuzione finale, specificando che, oltre alla parte teorica, esiste un intero processo preparativo mentale, fisico e alimentare che non sempre viene esplicitato, ma che fa parte del lavoro quotidiano che occorre perseguire in maniera precisa.
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