La seconda serata della Pastorale, accoglie due giovani cantautori entrambi figli d'arte, entrambi con la passione per la musica e con quella intraprendenza dettata dal portare aventi quel progetto, iniziato dai loro padri, il cui solco tracciato, pone tutte le prospettive per migliorarne la loro opera. Filippo Graziani, figlio di Ivan Graziani, per metà abruzzese e per meta sardo (algherese) segue le orme del padre, portando con se un eredità musicale non semplice da gestire sia per la narrazione del testo che per la tipologia musicale dei brani, ma che nel contesto attuale riesce a canalizzarsi, utilizzando un temine di "fluidodinamica", in quanto come ben precisa lo stesso Filippo, i brani del padre richiamano il periodo adolescenziale visto dalla cabina di regia di una persona dalla ormai raggiunta maturità professionale che di vita vissuta.
Alberto Bertoli emiliano - modenese (Sasól - Sassuolo), entra sin da piccolo nel mondo della musica attraverso un percorso di studi, approfondito dallo studio della chitarra e spaziando dalla classica al blues. Accompagna anche il padre come corista in concerti e apparizioni televisive, nonostante il monito dello stesso genitore a star lontano da tali ambienti non sempre lineari e semplici. Animo sensibile e proteso verso le difficoltà delle persone con disabilità, per 15 anni logopedista, la sua visione di normalità è intrinsecamente uniformata a ciò che per gli altri è differenza.. "Piu il mondo è vario nella molteplicità delle persone con differenti orientamenti religiosi, o di fisicità, o di appartenenza sessuale, più siamo ricchi, se li accettiamo".