ATTUALITÀ

Un sogno 
infranto 

Mercoledì 26 Agosto - 2026

Possiamo apprendere già quanto Patrizia Mercolino ha consegnato alle pagine di un libro, "Un cuore bruciato", pieno di verità, verità di un rapporto tra una mamma i suoi figli, il rapporto con la sofferenza, che è un rapporto di lotta e rinascita. Si legge " Oggi se penso a quel tempo non mi viene in mente solo la sofferenza, mi viene in mente la vita: la sua e la nostra stretta intorno a lui"
Il messaggio è quello di raccontare Domenico e non la cronostoria dei fatti,
"che è stato ed è ancora per noi", dice la mamma, "da quando è nato, il guerriero". La storia della famiglia appare altro rispetto a quello che è realmente. Al suo interno c'è tanta sofferenza, c'è tanto dolore, che si cerca di non enfatizzare, né di strumentalizzare, in quanto l'obiettivo è quello di reagire, di continuare a vivere, di aver rispetto per la morte in sé ma anche e soprattutto per la vita 

e, in questo senso, di quella degli altri figli che meritano la presenza e la guida dei genitori. "Il problema del cuore restava, ma lui cresceva fragile e forte". Domenico è nato con un problema congenito: una cardiomiopatia dilatativa (malattia del muscolo cardiaco in cui il ventricolo sinistro si allarga e perde la forza di pompare il sangue in modo normale).Sei mesi di terapia intensiva, due episodi importanti, ma "il guerriero" ha reagito. È stato dimesso, in attesa di trapianto, e i due anni successivi passati sono stati impegnativi, nei quali proprio lo stesso Domenico ha insegnato cosa vuol dire vivere. Si è voluto creare una normalità nel vivere il quotidiano, con le attenzioni e le cure necessarie, al fine di non generare situazioni che fossero antagoniste di quel percorso di vita e attesa che Domenico doveva affrontare, così come la famiglia.

Fragilità, forza, bellezza, crescita e delicatezza costituiscono gli elementi chiave che accostavano la vita alla morte in maniera tangibile e inoppugnabile. Numeri e coincidenze si ritagliavano uno spazio doloroso, non voluto, ed incorniciavano un destino freddo e beffardo, che man mano divorava le speranze di vita di Domenico. Il 23/12/2023 viene ricoverato quando viene scoperta la malattia; lo stesso giorno viene ricoverato in ospedale il nonno. Dopo due o tre mesi il nonno muore. Il 23/12/2025, Domenico riceve il trapianto di cuore, "un cuore ghiacciato", un giorno infausto per tutta la famiglia. ​Morte e vita, un dualismo che appartiene al disegno divino, che ricorda la nostra fragilità in quanto umani, che ricorda il nostro percorso terreno in quanto cammino verso una ricerca interiore, fatta di gioia e dolore, di sofferenza e di consolazione. L'uomo, fatto a immagine e somiglianza di Dio, non decide di venire al mondo, ma è generato da quell'amore che nutre e dona speranza, quella stessa speranza che porta ad affrontare la vita con coraggio, con razionalità, con la libertà che ci viene consegnata. Libertà che non significa autocrazia, ma rispetto di ciò che ci viene donato, di ciò che non ci viene donato, di ciò che ci circonda, rispetto della vita in sé come guida.

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