ATTUALITÀ

Voci e sogni 
dal Libano

Domenica 30 Agosto - 2026

Mons. Essayan è Vicario apostolico di Beirut per i cattolici di rito latino in Libano. L'attuale conflitto tra Libano e Israele è molto complesso, ma l'obiettivo è andare verso la pace, verso una lunga tregua. Il Libano ha un'identità, una missione: quella del vivere insieme. Papa Leone ha detto ai giovani: "Voi avete il tempo e l'entusiasmo di riscrivere la storia". Secondo Mons. Essayan, le guerre sono preparate da tanto tempo, vengono messe in atto in un certo momento della storia con delle decisioni che sono prese ad alto livello. Per questo la guerra era ed è ancora imposta da chi ha pianificato il tutto, così come il commercio e la diffusione delle armi. Per tal motivo il sogno della pace è creare quel desiderio di andare l'uno incontro all'altro e capire che l'altro in se stesso non è una minaccia, ma una possibilità di incontrare se stessi incontrando l'altro, facendo un cammino insieme. Questo cammino apre alla fraternità e all'amicizia.

Noorit Felsenthal Berger, israeliana di Gerusalemme, pacifista e attivista, una delle leader della protesta contro la guerra, porta il suo "desiderio urgente" di pace e cita alcuni versi (tratti da una poesia di Maya Weinberg, autrice israeliana): "sogno con tutte le madri di notte, un desiderio urgente, quel desiderio urgente di mantenere in vita i nostri figli. Sostenere la vita è una decisione e un'affermazione politica". Dopo il massacro del 7 ottobre è nata la volontà di costituire un'associazione (i genitori dei soldati dicono basta) al fine di opporsi alla guerra a Rafah, a Gaza e in Libano. famiglia.

In questo contesto è difficile ricreare un sogno su qualcosa che non ha possibilità di nascita. I figli degli sfollati avevano quel sogno di ritornare a casa, ma la loro casa non esisteva più. Il trauma crescente investe e pervade ogni uomo, donna, bambino; il numero dei suicidi tra i soldati è in aumento e il dato ufficiale è di 62 suicidi nei primi due anni di guerra, mentre 300 sono stati i tentativi di suicidio non andati a compimento. Diecimila sono i casi di stress post-traumatico di soldati che hanno necessità di assistenza, ma il dato non calcolato è decisamente molto più elevato.

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